La scuola riparte dopo la fase emergenziale, ma restano aperte diverse criticità strutturali: precarietà del personale, retribuzioni inferiori alla media europea, carichi burocratici elevati ed edifici scolastici da adeguare anche alle nuove sfide climatiche.
Lo SNALS-Confsal chiede per questo interventi strutturali e maggiori investimenti, sottolineando la necessità di superare la logica dei provvedimenti occasionali. «Servono investimenti strutturali e non semplici bonus», è la posizione del sindacato.
In vista della legge di bilancio, lo SNALS-Confsal chiede «ulteriori somme aggiuntive per adeguamenti salariali, rinnovi contrattuali e la copertura delle nuove responsabilità digitali e amministrative».
Sul fronte del reclutamento, il sindacato propone «un piano pluriennale di assunzioni» e un doppio canale di stabilizzazione, attraverso le immissioni in ruolo dalle GPS e il riassorbimento degli idonei ai concorsi, compresi quelli legati al PNRR.
Per garantire una maggiore continuità didattica, secondo lo SNALS-Confsal occorre inoltre «ampliare l’organico di diritto a scapito dei posti in deroga», programmare adeguati percorsi formativi e stabilizzare i docenti di sostegno presenti nelle GPS.
Un capitolo specifico riguarda infine il personale ATA, definito fondamentale per la funzionalità e la sicurezza degli istituti. Il sindacato chiede «il ripristino degli organici, la stabilizzazione dei facenti funzione DSGA, un piano straordinario di assunzioni e indennità economiche» per far fronte all’aumento dei carichi di lavoro.
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