È paradossale, ma non troppo, che il nodo centrale dell’accordo stipulato tra sindacati concertativi e MIM che rende possibile le riunioni a distanza degli organi collegiali anche quando prevedano una deliberazione, sia quello di garantire segretezza e trasparenza del voto. Non che questo non sia un elemento importante, ma appare una semplice quanto scontata precondizione.
Il punto centrale sarebbe dovuto essere ben altro e cioè quanta partecipazione e quanto confronto garantiscano realmente riunioni collegiali a distanza.
Appare del tutto irresponsabile la soddisfazione delle OO.SS. firmatarie l’accordo che evidenziano addirittura il “risparmio di tempo e costi” da parte dei docenti. Con questo accordo il rischio reale è l’ulteriore riduzione del livello della partecipazione e della discussione. Nella scuola è in atto da tempo uno svuotamento della democrazia all’interno delle riunioni degli ordini collegiali e complessivamente della vita degli istituti. Già oggi il confronto e persino l’effettiva libertà del voto vengono costantemente negati da comportamenti autoritari e finanche minacciosi di molti dirigenti scolastici, le adesioni alle proposte dei DS avvengono spesso senza neanche una votazione formale e nel silenzio più totale. Altro che chiacchiere sulla Scuola come “comunità educante”, come recitano tanti documenti! I processi di aziendalizzazione e quelli paralleli di gestione autoritaria da parte dei DS stanno da anni disegnando un modello di Scuola ben differente da quello di
Scuola della Repubblica, che dovrebbe garantire i diritti dei lavoratori e l’eguaglianza dei percorsi formativi per gli studenti.
Si rimanda all’allegato per tutti gli altri dettagli

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