Il Tribunale di Perugia, Sezione Lavoro, con la sentenza pubblicata il 28 marzo 2026, ha accertato l’abusiva reiterazione dei contratti a termine nei confronti di un gruppo di insegnanti di religione cattolica, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno, nella misura
complessiva di circa 297.000 euro (pari a una media di 18.500 euro per ciascun ricorrente), per violazione della direttiva europea 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato.
Di particolare rilievo è il passaggio in cui il Tribunale – richiamando la sentenza Corte di Cassazione del 23 novembre 2025 – esclude che la procedura straordinaria di stabilizzazione prevista dal D.M.9/2024 abbia efficacia “sanante” dell’illecito: gli insegnanti di religione, infatti, hanno comunque
partecipato ad una selezione fondata su una prova orale e su una graduatoria con riserva al 70% dei posti, che non garantiscono ex ante una stabilizzazione certa in tempi brevi e non cancella quindi il diritto al risarcimento, neppure per i docenti già immessi in ruolo.
“Questa ennesima decisione conferma che il lungo precariato degli insegnanti di religione costituisce una violazione strutturale del diritto europeo e che il danno subito va riconosciuto e risarcito, a prescindere dalla successiva stabilizzazione” , sottolinea Orazio Ruscica, Segretario nazionale Snadir e Presidente nazionale FGU.
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